L'auto elettrica non è una novità. Ecco perché


Alex Tosi Alex Tosi per Multinews
Pubblicato da Eleonora Candini il 22-Feb-2020

La saturazione del mercato, unita alle esigenze ecologiche a livello mondiale, ha portato le case produttrici a dover proporre una novità, che però novità non è: l'auto elettrica.

prima auto elettrica

Nella Parigi del 1881, Charles Jeantaud produceva carrozze. Nello stesso periodo, sempre a Parigi, Camille Faure produceva accumulatori elettrici a piombo.

Dall'idea di Jeantaud di installare un accumulatore a una carrozza, nacque la prima auto elettrica. Nonostante il peso elevato delle batterie, il compromesso era evidentemente vantaggioso. Un veicolo fino ad allora trainato da cavalli era diventato mobile e con un motore potente in grado di erogare da 10 a 30 cavalli vapore

Tuttavia, nel 1885, Karl Benz presentò il motore a scoppio che, seppur con una potenza minore (erogava da 2 a 5 cavalli vapore), aveva uno sviluppo a livello industriale e di velocità nettamente maggiore. 

Il record di velocità di 63 km/h segnato da un'auto elettrica, la Jeantaud Duc, e i 15.000 esemplari circolanti nel 1900 negli Stati Uniti, non furono però sufficienti a salvare il mondo delle auto elettriche dal declino, quasi totale fino ai giorni nostri, causato dall'avvento del motore a scoppio.

Il prezzo di vendita di un'auto elettrica, al tempo, era di circa 2.500 dollari; l'autonomia era notevole e arrivava fino a 160km per essere poi ricaricate durante la sosta notturna.

Se non sembra niente di nuovo, ecco svelato perché l'auto elettrica non è una novità. O meglio, è una novità... del 1881!

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