Incentivi Auto 2025: come funzionano i nuovi bonus per le auto elettriche in Italia

 

Nel 2025 arrivano nuovi incentivi statali per l’acquisto di auto elettriche in Italia. Il decreto del Ministero dell’Ambiente, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 settembre 2025, ha definito criteri e modalità per accedere a bonus fino a 11.000 € a fronte della rottamazione di un veicolo inquinante.

A differenza dei precedenti ecobonus, questa tornata di incentivi è riservata a privati e microimprese con determinati requisiti (reddito e area di residenza) e vale solo per l’acquisto di vetture nuove 100% elettriche. Gli incentivi resteranno attivi fino al 30 giugno 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi disponibili.

 

I nuovi incentivi puntano a promuovere la diffusione delle auto elettriche, con l’obiettivo dichiarato di rimpiazzare circa 39.000 veicoli a benzina o diesel con modelli a zero emissioni. Tale misura – finanziata tramite fondi del PNRR – mira a dare un contributo tangibile alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani. In questo modo, il governo intende accelerare la transizione verso una mobilità più sostenibile su larga scala.

 

Chi può beneficiare degli incentivi 2025

I beneficiari dei nuovi incentivi auto 2025 sono soltanto determinate categorie di persone e aziende, con requisiti stringenti di residenza e reddito. In particolare, possono richiedere il bonus:

  • Persone fisiche: residenti in un’area urbana funzionale (FUA) – cioè una città con almeno 50.000 abitanti insieme alla sua area di pendolarismo circostante– e con indicatore ISEE fino a 40.000 €. L’incentivo è concesso a un solo membro per nucleo familiare ed è subordinato alla rottamazione di un’auto a benzina o diesel fino a Euro 5 (di cui il richiedente sia proprietario da almeno 6 mesi). È ammesso che il bonus, una volta generato, venga utilizzato anche da un altro membro maggiorenne dello stesso nucleo familiare, ma sempre nel limite di un solo veicolo incentivato per famiglia.
  • Microimprese: aziende di piccolissime dimensioni (meno di 10 dipendenti e fatturato annuo ≤ 2 milioni di euro), con sede legale in un’area urbana funzionale (città con oltre 50.000 abitanti). Ogni microimpresa può ottenere al massimo due bonus, per l’acquisto di fino a due veicoli commerciali elettrici (categorie N1 o N2, fino a 12 tonnellate) destinati al trasporto merci. Anche in questo caso è obbligatoria la rottamazione di un veicolo della stessa categoria (N1/N2) fino a Euro 5, intestato alla microimpresa (o al suo titolare) da almeno 6 mesi.

Veicoli ammessi e condizioni d’acquisto

Gli incentivi 2025 si applicano esclusivamente a veicoli nuovi a zero emissioni (elettrici puri). Per le persone fisiche sono incentivabili solo autovetture categoria M1 (fino a 5 posti, uso privato) ad alimentazione elettrica Il veicolo nuovo deve avere un prezzo di listino ufficiale   35.000€  al netto di IVA e optional (pari a circa 42.700€ IVA inclusa, escluse dotazioni extra). Ciò significa che modelli di fascia superiore non rientrano nel bonus, mentre sono ammesse molte citycar, utilitarie e SUV compatti elettrici disponibili sul mercato entro quella soglia di prezzo: QUI LE AUTO CHE RIENTRANO

Le microimprese possono utilizzare l’incentivo per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri nuovi, categorie N1 (furgoni fino a 3,5 tonnellate) o N2 (veicoli 3,5–12 tonnellate) purché a trazione elettrica. Ogni microimpresa può comprare fino a due veicoli con il bonus, come visto sopra.

 

In tutti i casi, l’accesso all’ecobonus richiede la rottamazione obbligatoria di un veicolo a motore termico fino a Euro 5, che deve essere consegnato al concessionario al momento dell’acquisto della nuova auto elettrica. Il veicolo da rottamare deve essere stato detenuto (intestato) dal richiedente da almeno 6 mesi. Inoltre, il nuovo veicolo acquistato con il bonus non potrà essere rivenduto prima di almeno 24 mesi (due anni), pena la decadenza dell’incentivo. Questa clausola antifrode garantisce che l’auto rimanga in possesso del beneficiario per un periodo minimo, evitando abusi dell’agevolazione.

 

Importi del bonus e fondi disponibili

L’ammontare del contributo statale varia in base al tipo di acquirente e al suo reddito (per i privati). In sintesi, i nuovi ecobonus 2025 prevedono i seguenti importi massimi:

  • Privati con ISEE ≤ 30.000 €: 11.000 € di incentivo sul prezzo dell’auto nuova
  • Privati con ISEE 30.000 – 40.000 €: 9.000 € di incentivo sul prezzo dell’auto nuova
  • Microimprese: contributo pari al 30% del prezzo d’acquisto (IVA esclusa) del veicolo commerciale elettrico, fino a 20.000 € massimo per ciascun veicolo

Il bonus viene applicato sotto forma di sconto immediato sul prezzo di vendita dal concessionario al momento dell’acquisto. Successivamente, il rivenditore verrà rimborsato dello sconto dallo Stato tramite la piattaforma ministeriale. È importante sottolineare che gli incentivi non sono cumulabili con altri contributi pubblici destinati all’acquisto dello stesso veicolo: non si potranno sommare questi bonus statali con eventuali incentivi locali, regionali o altre agevolazioni europee analoghe.

 

Per finanziare la misura è stato stanziato un fondo di circa 597,3 milioni di euro, utilizzando risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) inizialmente previste per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica. Tale somma potrà essere eventualmente incrementata con ulteriori fondi PNRR riprogrammati, se necessario. In base alle stime, il budget attuale dovrebbe bastare per incentivare circa 39.000 nuove auto elettriche su tutto il territorio nazionale. Come già avvenuto in passato, lo stato di utilizzo dei fondi sarà monitorato in tempo reale e consultabile sul sito del Ministero dell’Ambiente (MASE) man mano che verranno erogati i bonus.

 

Come richiedere l’incentivo: la procedura

L’accesso ai nuovi incentivi auto 2025 avverrà tramite una piattaforma informatica dedicata, gestita da Sogei (Società Generale d’Informatica) per conto del Ministero. A differenza dei vecchi ecobonus, in cui spesso era il concessionario a svolgere le pratiche, questa volta il cittadino richiedente deve attivarsi per primo registrandosi online. Ecco i passi principali per ottenere il bonus:

 

  1. Registrazione e prenotazione: quando la piattaforma sarà attiva, l’utente (persona fisica o rappresentante della microimpresa) dovrà registrarsi e prenotare il bonus inserendo i dati richiesti. In particolare saranno necessarie alcune autodichiarazioni (es. attestare la residenza nell’area urbana funzionale di riferimento, i requisiti ISEE, la qualifica di microimpresa, ecc.) e l’indicazione della targa del veicolo da rottamare (che dovrà risultare intestato al richiedente da ≥6 mesi). Una volta completata la richiesta, il sistema genererà un voucher elettronico dell’importo spettante che dà diritto al contributo.
  2. Acquisto del veicolo nuovo: il richiedente ha un tempo limitato per utilizzare il voucher. Entro 30 giorni dalla generazione, bisognerà recarsi presso un concessionario aderente (che si sarà a sua volta registrato sulla piattaforma) per acquistare l’auto elettrica scelta. Al momento della finalizzazione dell’ordine, il venditore applicherà lo sconto corrispondente al bonus direttamente sul prezzo di acquisto e provvederà a validare il voucher sulla piattaforma ministeriale. In fase di validazione, il concessionario inserirà nel sistema il codice del voucher, i dati del veicolo nuovo (prezzo, telaio, importo IVA, etc.) e confermerà la vendita.
  3. Rottamazione del veicolo usato: il veicolo vecchio (fino a Euro 5) deve essere consegnato contestualmente alla consegna del nuovo mezzo elettrico incentivato. Sarà compito del concessionario provvedere a far demolire e radiare per demolizione l’auto usata entro 30 giorni dalla consegna del nuovo veicolo. La targa e i dati di rottamazione andranno anch’essi caricati sulla piattaforma. La rottamazione è condizione indispensabile per il riconoscimento definitivo del contributo.
  4. Tempistiche e scadenze: se il voucher non viene utilizzato (validato) dal concessionario entro 30 giorni dalla sua emissione, esso scade automaticamente e l’importo torna nel fondo disponibile. In tal caso, la persona che lo aveva richiesto potrà eventualmente generarne un altro (sempre che vi siano ancora fondi) ripetendo la procedura. La data ultima per usufruire dei bonus è il 30 giugno 2026: entro quel giorno dovrà essere inserito a sistema il contratto d’acquisto e convalidato il relativo incentivo. Oltre questa scadenza il programma si chiude, indipendentemente dai fondi residui.

Tempistiche di avvio e durata del programma

Sebbene il decreto attuativo sia già in vigore, al momento di pubblicazione di questo articolo (settembre 2025) la piattaforma per prenotare i bonus non è ancora operativa. Inizialmente il Governo puntava a far partire gli incentivi entro settembre, ma è già stato annunciato uno slittamento di almeno un mese. 

Con ogni probabilità le prenotazioni dei nuovi ecobonus apriranno nel mese di ottobre 2025, salvo ulteriori ritardi. Uno dei motivi del rinvio è la necessità di aggiornare le mappe delle aree urbane funzionali da parte dell’ISTAT: è in corso un ritracciamento di queste zone basato sugli ultimi dati di pendolarismo, il che potrebbe modificare leggermente l’elenco dei comuni ammessi al beneficio. 

Il governo dovrà decidere se procedere con le attuali mappature o attendere le nuove; da questa decisione dipende la partenza effettiva dell’iniziativa (potenzialmente causandone un ulteriore slittamento).

 

L’attivazione ufficiale della piattaforma e la data di apertura delle prenotazioni saranno comunicate con un apposito avviso sul sito istituzionale del MASE (Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica). Da quel momento, salvo esaurimento anticipato dei fondi, gli incentivi resteranno disponibili fino al termine previsto del 30/06/2026. Questa è la scadenza ultima per stipulare i contratti d’acquisto agevolati e validare i relativi voucher sulla piattaforma ministeriale. In sintesi, il programma avrà efficacia per circa un anno e mezzo dall’avvio (indicativamente fine 2025 – metà 2026).

 

Limitazioni e osservazioni finali

 

Va sottolineato che il perimetro di questi incentivi è più ristretto rispetto ai precedenti ecobonus, sia per la tipologia di veicoli ammessi (solo elettrici, niente ibride o termiche a basse emissioni) sia per i criteri di residenza. Il requisito geografico infatti esclude una larga parte della popolazione: le Aree Urbane Funzionali censite in Italia sono attualmente 83, comprendendo 1.892 comuni per un totale di circa 32,9 milioni di abitanti, pari al 55,8% della popolazione italiana. In pratica, quasi la metà degli italiani è automaticamente esclusa da questi bonus semplicemente perché risiede al di fuori delle zone coperte (aree metropolitane e loro hinterland). Questa limitazione ha suscitato critiche da parte di alcune associazioni dei consumatori: il Codacons, ad esempio, ha denunciato che molti cittadini con auto vecchie e inquinanti, ma residenti in centri minori, restano ingiustamente esclusi da un incentivo pensato per favorire l’acquisto di vetture più ecologiche.

 

D’altra parte, concentrando le risorse su specifiche fasce (redditi medio-bassi) e aree ad alta densità, il governo mira a massimizzare l’impatto ambientale e sociale dell’intervento, sostituendo veicoli nei contesti urbani dove l’inquinamento atmosferico è più critico. Sarà interessante valutare, nei prossimi mesi, l’adesione a questi incentivi e il loro effetto sia sul mercato automobilistico elettrico sia sul rinnovo del parco circolante nelle città italiane. Le modalità attuative dettagliate saranno chiarite con l’imminente apertura della piattaforma online e le comunicazioni ufficiali del Ministero In ogni caso, il 2025 rappresenta un anno di svolta per le politiche di sostegno alle auto elettriche, segnando il passaggio a un modello di incentivo più mirato e condizionato, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e modernizzazione previsti dal PNRR.

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